Un nuovo traguardo? No. Una nuova partenza.

Quando ci si prepara per una gara, si dà tutto.
Allenamenti, sacrifici, rinunce, momenti di stanchezza in cui ti chiedi se ne valga davvero la pena. Lo fai perché vuoi arrivare lì, su quel podio. E non è sempre vero che l’importante è partecipare. L’importante è crederci fino alla fine e dare il meglio di sé, anche quando sembra impossibile.

Questo lo so bene. Lo sport me lo ha insegnato per tutta la vita.
Ed è con lo stesso spirito che ho affrontato uno degli obiettivi più importanti degli ultimi anni: il tanto desiderato e sudato Diploma di Interprete LIS.

Sì, ce l’ho fatta.
E non è stato semplice.

Ci sono stati momenti di stanchezza, di difficoltà, di studio intenso, di sacrificio, perfino di malessere. Ma dentro di me c’era una voce che continuava a ripetere: devi salire quel gradino.
Perché ci credo.
Perché quel sogno chiuso nel cassetto non poteva restare lì per sempre.

E così quel cassetto si è aperto.
E non è stato un punto di arrivo.
È stato l’inizio di un nuovo capitolo.

Promuovere la Lingua dei Segni Italiana per me non significa solo imparare un linguaggio. Significa costruire ponti.
Una comunicazione che abbraccia tutti, non solo le persone con difficoltà uditive, ma chiunque abbia voglia di ascoltare davvero.
Una comunicazione fatta di segni, di espressioni, di sguardi, di corpo, di emozioni.
Una comunicazione che ti costringe a osservare, a sentire, a metterti in relazione in modo più profondo.

Quando entro nelle scuole e mi ritrovo a cantare segnando, a raccontare, a condividere con i ragazzi, sento che quella fatica è diventata gioia.
Una gioia vera, che voglio condividere.

Perché ogni limite può diventare un’opportunità.
E ognuno di noi è diverso, non solo per una disabilità, ma perché la natura stessa ci ha creati differenti.
E allora la domanda è: cosa facciamo di questa diversità?

Possiamo nasconderla.
Oppure possiamo trasformarla in forza, in capacità, in possibilità per noi e per gli altri.
Possiamo diventare ponte.

Per questo oggi sento il bisogno di dire grazie.
Grazie all’Associazione Amici Insieme di Nardò, alla Dott.ssa Maria Rosaria Merenda, che mi ha accompagnata con pazienza e fiducia in questo percorso tanto voluto, e a tutti i collaboratori che hanno creduto in me e mi hanno sostenuta passo dopo passo.

Questo diploma non è un traguardo.
È una partenza. E io, come sempre, sono pronta a rimettermi in gioco.

Un abbraccio
Grazia