Ci sono sogni che restano per anni in un angolo del cuore. Non fanno rumore, ma continuano ad abitare dentro di noi, aspettando il momento giusto per tornare a farsi sentire.
La musica, per me, è sempre stata questo.
Da adolescente seguivo tanti concerti. C’era un gruppo che amavo in modo particolare. Ricordo due nomi più di tutti: Maurilio e Carmelino. Le loro canzoni mi facevano vibrare l’anima, mi emozionavano al punto da farmi cantare e gridare come fanno tutti i fan davanti al palco.
Poi si cresce. La vita cambia, prende strade inaspettate, ci mette davanti a sfide, incontri, nuovi sogni. Eppure ci sono passioni che non ci lasciano mai davvero. La musica è una di queste.
Durante i miei laboratori LIS avevo raccontato alle mie allieve un desiderio custodito da tempo. Un sogno semplice ma bellissimo: riuscire un giorno a unire la musica e la Lingua dei Segni, far sì che le emozioni di una canzone potessero arrivare a tutti, senza confini e senza barriere.
Ed è lì che la vita mi ha fatto uno dei suoi regali più belli. Patrizia mi ha detto: “Grazia, io ho un amico… proviamo a chiedere.” Non immaginavo che quell’amico fosse proprio lui: il Maestro Maurilio Gigante.
Gli ho raccontato il mio sogno, gli ho spiegato cosa significa per me la LIS, cosa significa rendere la musica accessibile, trasformarla in emozione condivisa. Mi ha ascoltata con il cuore e, con la semplicità delle persone speciali, mi ha risposto: “Non so bene cosa accadrà… ma proviamoci.”
E da quel momento è iniziata un’avventura meravigliosa. Tra prove, incontri, scelte delle canzoni e tanta emozione, il 28 giugno, in Piazza Caduti a Castri di Lecce, è nato il nostro primo Concerto per Voci e Silenzi.
Una serata di musica, inclusione e condivisione, organizzata insieme all’Associazione Gigante Garage Lab, al Centro Sociale Polivalente “Camminare Insieme”, a Utopia Sport e con il patrocinio del Comune di Castri di Lecce.
Vedere le mie ragazze dei laboratori LIS sul palco, insieme al gruppo che seguivo da adolescente, è stata un’emozione difficile da raccontare.
Per un attimo mi sono sentita quella ragazzina di tanti anni fa, ma con qualcosa in più: la consapevolezza che i sogni, quando sono autentici, trovano sempre la strada per realizzarsi.





Il Maestro Ezio Bosso diceva:
“La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme.”
Questa frase oggi la dedico al Maestro Maurilio Gigante, perché mi sta insegnando che la musica non è soltanto emozione.
La musica unisce i cuori. La musica abbatte le barriere. La musica ci ricorda che ogni voce conta e che anche il silenzio sa parlare.
Questo concerto è stato solo il primo passo di un cammino che desideriamo continuare. Perché la musica è di tutti. E quando le mani iniziano a segnare una canzone, quando le emozioni diventano gesti, allora non esistono più differenze.
Esiste soltanto la bellezza di essere insieme. E credetemi… questo è solo l’inizio.
