La maglia rosa: il mio riscatto

Voglio raccontarvi una delle esperienze più difficili che ho vissuto, che ha segnato il mio percorso sportivo ed emotivo e che mi aveva quasi convinto a mollare tutto nel 2008.

Da quattro mesi avevo comprato una handbike nuova, pagata con i sacrifici di una vita miei e della mia famiglia. La pagai 6000€ ed la feci fare su misura per me. Ero felicissima della nuova arrivata e, dato che in quel periodo avevo iniziato a percorrere mezze maratone importanti, decisi di provare la nuova bici gareggiando nella mezza maratona Roma-Ostia del 24 febbraio.

Purtroppo durante la notte accadde qualcosa di inaspettato: il furto. Aprirono il nostro furgoncino e rubarono le mie due handbike, portarono via tutta l’attrezzatura, lasciando solo il pullmino per poter ritornare a casa. Avevo coinvolto anche un altro ragazzo, che avrebbe gareggiato con la mia vecchia handbike, quindi nel viaggio verso Roma le avevamo portate entrambe.

Al mattino, dopo aver appreso la notizia e scoperto che non avremmo potuto gareggiare, fui presa un enorme sconforto. Non riuscivo a realizzare e a metabolizzare questo immenso dolore. Mi avevano portato via la gioia di vivere, la gioia di mettermi in gioco, di divertirmi, di essere un’atleta, di provarci. Mi avevano piegato sui miei sacrifici, avevano rubato le mie gambe, tutto ciò che avevo risparmiato per avere una bici tutta mia.


Lì decisi di abbandonare, non immaginavo un ritorno in gara, soprattutto mi avevano rubato anche l’altra bici. Non sapevo più come avrei potuto continuare a coltivare la mia passione per l’handbike.

Persone dal cuore grande, si sono subito messe alla ricerca delle bici e hanno trovato solo la vecchia handbike.
Dopo qualche mese, mio fratello mi incoraggiò a ricominciare. Ha sistemato la mia vecchia handbike, l’ha ridipinta e così mi preparai per tornare a pedalare, con la consapevolezza di avere una bici molto più pesante
(25kg) rispetto a quella nuova che avevo comprato (11kg).

Per prova mi iscrissi nel 2011 a gareggiare nel Giro d’Italia. Il mio obiettivo era quello di andare a Loreto, provare questa gara e ringraziare la Madonna dell’opportunità che nuovamente mi stava dando.


Sentivo, però, che quel giorno sarebbe successo qualcosa di molto bello, una mia rinascita. Così iniziai da lì il mio nuovo percorso e con grande forza, determinazione e motivazione, ripresi in mano le redini e vinsi la tappa di Loreto. Poi tappa dopo tappa ho accumulato diversi punti, arrivando prima e seconda, e così vinsi il Giro d’Italia 2011.

Più che la vittoria di questa bellissima esperienza, diventare maglia rosa nel 2011, quello che mi ha dato più forza è stata la rinascita nonostante i miei 25 kg di bici (gli altri atleti avevano bici moderne e leggere).

Tagliare il traguardo ogni volta è stato per me un grande riscatto contro chi volutamente ha cercato di fermarmi ed io, volutamente, gli ho fatto capire che non è possibile.

Un abbraccio
Grazia

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