La mia esperienza con il COVID-19

Ognuno di noi ha la sua storia di vita, la mia da sempre non è stata molto facile. Ho dovuto accettare la mia patologia e crescere con delle difficoltà. Ma in questo ultimo anno e mezzo, l’arrivo della pandemia ha cambiato totalmente la mia esistenza, il mio modo di vivere e di pensare.

Inizialmente quando sono venuta a conoscenza di questo virus ho provato veramente paura di non riuscire ad affrontare quello che sarebbe potuto accadere. Nel primo lock down, ho avuto un crollo emotivo e fisico. Non riuscivo ad accettare questa situazione, ma ciò che mi faceva stare peggio era il fatto di non avere il contatto con l’esterno, con la famiglia, gli amici. Per la prima volta mi sono sentita vuota e sola.

Ho pensato alle armi che avevo in mano per poter affrontare questa guerra invisibile, così ho contattato la mia nutrizionista, la dr.ssa Marullo Alessandra, e il mio personal trainer, Gabriele De Fraia. Ho iniziato ad allenarmi sul rullo e ho seguito alimentazione adeguata. Mi sono messa in armonia con me stessa con un unico obiettivo: portare la mia testimonianza di forza dopo la pandemia a chi ha avuto difficoltà. 

Nei mesi successivi, con la mia associazione Utopia e con la collaborazione delle Giubbe Verdi di Copertino, abbiamo raccolto generi alimentari di prima necessità e abbiamo percorso 5 comuni in bicicletta consegnando ai sindaci i pacchi alimentari per le persone bisognose. 26 Km di emozioni, di vento sulla pelle, di caldo (era il 26 Luglio). Partendo da Vernole, poi Caprarica, Castrì, Calimera e infine San Foca. 

I nostri volontari ci hanno dato la possibilità di ricominciare. Poi abbiamo piano piano ripreso le attività ma la paura del contagio, di ammalarmi e di non farcela era sempre forte.

Nella seconda parte dell’anno è arrivata la parte più difficile della pandemia. Sono stata attenta a tutto, a non vedere persone, a tenermi al sicuro. Ho messo un sipario di vetro tra me e le persone care. Nonostante tutto ho continuato la mia vita, i miei corsi LIS online, i miei allenamenti da sola, fino a quando ho fatto il vaccino

Dopo la prima dose del vaccino ho scoperto di essere debolmente positiva. Ho avuto una paura enorme. Debolmente positiva per fortuna perché avevo fatto da poco il vaccino e grazie al cielo non avevo sintomi. Dal momento in cui ti prende in carico l’Asl, capisci che la tua vita non ti appartiene più. Non puoi fare più nulla. Mi sentivo bene, però mi sentivo anche la responsabilità di non uscire per non nuocere agli altri, per non trasmettere il virus. 

Ho fatto 15 giorni a casa in quarantena, non sono stati giorni facili, ho pensato molto alla mia vita e ai miei sacrifici. 

Stavo preparando insieme al mio mister l’unica tappa delle competizioni di tennis tavolo, alla quale purtroppo non ho potuto partecipare perché ancora non ero stata dichiarata guarita. Questo è stato per me una ferita grandissima, che mi ha portato però a diverse riflessioni.

Sono stata fortunatissima a schivare questo dannato virus grazie al vaccino. Il mio pensiero è andato a tutte quelle persone che sono state contagiate e che non ce l’hanno fatta.

Sono grata per aver vissuto anche questo momento di positività al virus, perché ho capito quanto è importante l’attimo di vita, quanto è importante essere responsabile per se stessi e per gli altri.

Vorrei dire a tutti quanti di rivestirsi di questa responsabilità, di usare i mezzi che ci hanno fornito per arginare questo virus, adesso abbiamo la possibilità di usare uno scudo.

Il virus ha cambiato caratterialmente molti di noi, ci ha fatto conoscere la vera faccia di molte persone, ma soprattutto di noi stessi. Ora mi sento più determinata e più riservata, più controllata. Ho imparato a dedicarmi a ciò che amo davvero e a rendere felice me stessa in primis.

Perché la vita può davvero essere breve e ci resta solo il tempo di amare.

Un abbraccio
Grazia

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