Tennis tavolo: la mia partita più difficile

Sono passati ormai 22 anni dal mio primo incontro tra racchetta e pallina. Sento ancora le stesse emozioni, la voglia di fare, di imparare, di superare i miei limiti, proprio come il giorno in cui ho iniziato.

Una delle partite che mi è rimasta più impressa è stata la finale al campionato nazionale. Era l’anno 2001, stavo giocando in campionato con la prima squadra Filanto 2001, ero agli inizi dalla mia carriera sportiva.
Il mio allenatore di allora credeva fortemente in me, ci allenavamo per ore e ore, proprio per quel campionato che doveva svolgersi a Torino. C’erano tutti i presupposti per arrivare al podio. Quell’anno ero particolarmente carica per fare bene e l’emozione di andare a sfidare nuovamente gli atleti “forti” mi faceva sentire ancora più determinata.

Piano piano, svolgendo le gare e superando diversi gironi, sono riuscita ad arrivare in finale. Nella finale sfidavo una delle più brave atlete di tennis tavolo paralimpiche, Michela Brunelli. Una donna fortissima, di un’umiltà irrefrenabile, un’amica, rappresentante delle paralimpiadi da tantissimi anni. Per una frazione di secondo il silenzio totale: tutto il palazzetto si era fermato per vedere la partita. Ho ancora il cuore in gola a ricordare questa emozione. Punto dopo punto, la partita si conclude e per pochissimo perdo. In quel momento ho realizzato che avevo sfiorato la realizzazione del mio sogno: l’oro al campionato nazionale.

Forse è stata la più grande delusione che mi porto dietro. Pur sapendo che avevo fatto del mio meglio, ho visto la delusione negli occhi di chi mi stava guardando, del mio mister e di tutti quelli che credevano fortemente in me. Quell’episodio mi ha segnato tantissimo.

Ci tenevo moltissimo a conquistare quella medaglia. Ma il tennis tavolo è fatto di attimi e di secondi in cui puoi giocarti tutto. Un attimo stai vincendo, un attimo stai perdendo.

Nel mio cuore rimane la speranza un giorno di riscattarmi e di arrivare a raggiungere quel primo posto nel tennis tavolo. Oggi posso dire di essere ancora più determinata a conquistare quel podio, per sostituire l’amarezza che mi porto dietro da tanti anni, con la gioia del successo.

Il segreto del gioco è che qualunque cosa succeda, non bisogna mai perdere d’occhio la pallina.

Un abbraccio
Grazia

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